NATALE
 
  • Era segno di devozione lasciare un pezzo di terreno da poter seminare a grano nel giorno della Vigilia di Natale. I contadini ritenevano che quel raccolto sarebbe stato molto abbondante.
  • I dolci preparati in occasione del Natale (panzerotti, susamelli, biscotti, struffoli) non potevano essere consumati prima della nascita di Gesù Bambino.
 
 
I cippónë
 
  • La sera della Vigilia il fidanzato portava “il cippóne” alla sua ragazza. Esso consisteva in un cesto di vimini lavorato a mano, pieno di dolciumi fatti in casa, una bottiglia di liquore e il Bambino Gesù di zucchero. Quelli che ne avevano la possibilità mettevano nel cesto un oggettino d’oro o un taglio di stoffa da confezionare. La fidanzata ricambiava il pensiero con una camicia o un oggetto d’oro. La fidanzata non poteva mangiare tutto il “cippóne” perché i dolci bisognava consumarli il giorno di Capodanno, insieme ai familiari del fidanzato. Lo scambio di doni tra i componenti delle due famiglie avveniva solo il primo anno di fidanzamento; il “cippóne”, invece, veniva donato ogni Natale, fino alle nozze.
  • Il colono usava portare un cappone al proprietario del terreno. Ai compari si usava portare un “cippóne” che consisteva in provviste per la casa.
  • Un’altra usanza era quella di mettere ad ardere nel camino un “cippóne” consistente in un grosso tronco di legno che doveva durare fino all’Epifania perché doveva riscaldare Gesù Bambino illuminando la stanza nella quale era allestito il presepe.
(Da: “Progetto ragazzi 2000” della Scuola elementare di Santa Maria del Castagneto a.s. 1995/96)
  •  Ogni sera, in quasi tutte le famiglie, nei nove giorni che precedevano il Natale, seduti vicino al focolare, si recitava la seguente “Novena”:
Dolce vita mia
bel Figlio di Maria
tu sei la vita mia,
sei tutto il mio tesor…
 
Vorrei per te, Signor,
morire, mio dolce amor,
per te, Bambino mio,
che mi hai legato il cuor.
Pater, Ave e Gloria per nove volte.
 
Per ricordare queste nove sere di preghiere, la sera della Vigilia si consumava un cenone che comprendeva nove pietanze:
  • vermicelli aglio e olio
  • baccalà con il pomodoro o fritto
  • castagne affumicate cotte nella pignatta
  • broccoli
  • “Piscitelli fritti”: zucchine secche precedentemente ammollate e fritte.
  • “Crespelle”: Frittelle di uova e formaggio
  • “Uva appesa”: uva conservata nelle cantine appesa a una pertica.
  • “Susamelli” da “succhia miele”: biscotti dolci a base di miele, scorzette di arancia, noci tritate
  • Torrone