PASQUA
 
(Da: “Progetto ragazzi 2000” della Scuola elementare di Santa Maria del Castagneto a.s. 1995/96)
 
La “pupa della Quaresima”
 
A causa della scarsità o della mancanza di calendari, nelle case dei contadini, per portare i conti relativi all’arrivo della Pasqua, venivano infilate sei penne bianche e una penna nera in una patata nascosta sotto una pezza: le penne bianche rappresentavano le domeniche della Quaresima e la penna nera rappresentava la Pasqua. Ogni domenica si sfilava una penna bianca finchè rimaneva solo la penna nera della Pasqua.
La conta veniva effettuata anche tramite una zucca svuotata contenente 40 dei suoi semi, ogni giorno di Quaresima se ne toglieva uno finchè arrivava il giorno di Pasqua.
La “parma chiéna” e la “Parma ricca”
 
  • Vicino a un ramo di ulivo si legavano tanti dolci, fichi secchi, biscotti, caramelle, castagne e noci e i bambini, accompagnati dai genitori o dai nonni, portavano a benedire la “Parma chiéna” il giorno di Domenica delle Palme.
 
  • I fidanzati usavano regalare alle fidanzate la “Parma ricca” consistente in un cesto ripieno di dolci e rustici pasquali al cui centro c’era una palma intrecciata detta “Sacramento” e un oggetto d’oro o una stoffa.
 
  • Le fidanzate ricambiavano offrendo una camicia e una “Pigna”(tipico dolce pasquale).
La Palma benedetta
 
    •  Un rametto di Palma benedetta, che non doveva essere portata prima in casa, veniva piantato nel campo di grano e si recitava:
“Jatëvénn sucë mmauditt,
ca jì cë métt a parma bënëdètta”
 
Andate via topi maledetti
perché ho piantato la Palma benedetta
 
Si narra che questa usanza sia nata quando un contadino, involontariamente, fece cadere un ramoscello di Palma benedetta in un campo di grano il quale, dopo una tempesta, fu l’unico a non essere stato distrutto. Da allora, i contadini, di ritorno dalla chiesa, prima di entrare in casa, piantano un ramoscello di Palma benedetta nei campi seminati per tenere lontane le avversità atmosferiche e per ottenere un buon raccolto.
Quando si mieteva, colui che trovava il ramoscello di palma meritava un bicchiere di vino in più.
    • La palma benedetta veniva posta alla testiera del letto, vicino al crocifisso, in segno di devozione, fino all’anno successivo, quando veniva sostituita da quella nuova. La vecchia veniva bruciata nel fuoco mentre si recitavano il Padre Nostro e l’Ave Maria.
  • Quando moriva qualcuno, la palma benedetta si intingeva nell’acqua santa e con essa si faceva il segno di croce al defunto come estremo saluto e poi si riponeva nella bara.
    • Il giorno di Pasqua, prima di iniziare il pranzo, il padre di famiglia benediceva la tavola con la palma e l’acqua santa benedetta.
    • Il padre della sposa, benediceva la figlia con il ramoscello di Palma benedetta e con l’acqua santa prima che lasciasse definitivamente la casa paterna.