LE QUATTRO STAGIONI
 
 
 
 
Signori e signori statemi ad ascoltare, ora che sono padre di queste tre guitte e di quel vecchio barbaro zurro cannarone, dico alla primavera, che 
sta zitta. 
Fatti onore una volta, figlia mia, e quella poco mi sente e mi guarda afflitta. 
E tu, Estate, manda  un’abbondanza di pioggia che così temperano questi ardori: quella mi risponde non signore. 
E tu, Autunno, manda un’abbondanza di vino e quello mi risponde non signore.  
E tu, barbaro de zurro cannarone, faccia di una noglia malandrina di una volta al vento che scioscia “ogni dollaro bussa a nu” carrino.
Dicono questi zanferi: “quest’anno abbiamo andato floscio , non doveva piovere in questi giorni”. Chi dice male dell’anno è nu talorno. La scena cambia non sia la catoscia, io la sigillo e la confermerò con questo corno. 
Avanti a te Primavera a fare i tuoi versi che se qualcuno non se la porta.