San Silvestro
 
Suvvia cessate o popolo,
cessate i vostri affanni,
sparisca ogni mestizia
con lo sparir dell’anno.
È Santo Silvestro,
è la fine dell’anno,
tutti lo sanno
che a don… vogliamo cantare.
Silvestro, gran Pontefice,
oggi festeggia in cielo,
a noi ci sia propizio
col Suo celeste zelo.
Si è presentato supplico,
dal gran Signore in trono,
felicità perpetua
per noi ha chiesto in dono.
Oggi tutti godono:
il ricco e il mendicante,
l’industrioso agricolo
e il girator mercante.
 O voi che siete umili
Pregate a San Silvestro,
il gran Signore fa grazie
e ognuno lo tiene a destra.
E chi con cure assidue,
attende alle campagne,
grano, oppur “randinio”
patate, oppur castagne.
La gioventù piacevole,
dia lode ai canti nostri,
se la vecchiaia incomoda
si dica un “Padre Nostro”
Il caffettiere il rosolino,
l’arrosto il macellaio,
il pastaio la pasta diaci
e il vino il bottegaio.
Portaci qui un piatto
di maccheron “calanti”,
e noi tutti quanti
contenti mangiamo.
Scendici una bottiglia
di vino spiritoso,
e noi bonnanziosi
contenti beviam.
Di fumanti zeppole
scendici un canestrino
e noi faremo brindisi
se ci porti pure il vino.
O fanciulletta amabile,
che palpiti d’amore,
mostraci il tuo bell’animo
mostraci il tuo bel cuore.
Per mille e mille secoli,
salute a tutti quanti,
e questi belli auguri
ognun li porti avanti.
Signori, scusate l’incomodo,
abbiam finito, addio,
arrivederci all’anno prossimo
con l’aiuto di Dio.